Soppalco

Pergamena dell'Imperatore Federico Barbarossa (1163). L'occupazione di Città di Castello da parte di Federico Barbarossa è testimoniata da due atti emanati il 6 novembre 1163, con i quali "egli pone il Vescovo (Corbello, scismatico) ed i canonici sotto la sua protezione, esenta persone e cose ad essi appartenenti da qualsiasi forma di pubblica gravezza, li reintegra nel possesso dei beni dai predecessori alienati..." (Magherini - Graziani, "Storia di Città di Castello", cit., II, p.69). L'atto fu emanato "in favore della Canonica Castellana", cioè dei canonici, che allora facevano vita in comune nel fabbricato unito alla cattedrale, detto "la canonica", e fu diretto al priore della canonica, Raniero, "contro gli usurpatori dei beni della Canonica stessa. Sono specificati i beni che la Canonica possedeva in Castellana Civitate et eius Curia"....(G. Muzi, "Memorie ecclesiastiche e civili di Città di Castello", II, p.82).

Codice pergamenaceo del sec. XI, restaurato nel 1522 da Giulio Vitelli, contiene la Regola di Sant'Agostino, adottata dai Canonici Regolari della Basilica Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio. 

Codice del sec. XIV-XV, contiene i Capitoli della Compagnia di Sant'Antonio. 

Codice pergamenaceo, molto piccolo, miniato, del sec. XIV, contiene Uffici Votivi.

Sigillo di piombo di bolla pontificia, da una parte reca l'immagine di San Pietro e dall'altra il nome del Papa, autore della bolla, Alessandro II (1061-1073). Il sigillo è stato ritrovato presso la Pieve di Santa Felicita di Paterna, la quale conserva tracce della costruzione romanica. Secondo una tradizione, ancora viva negli abitanti del posto, Papa Celestino II sarebbe nato in questa località detta "Paterna". 

Targa funeraria di Alessandro Vitelli, in piombo, del 1554.
"A Dio ottimo massimo. Ad
Alessandro Vitelli, comandante di tutte le fanterie dei Pontefici Massimi Clemente VII, Paolo III e Giulio III; condottiero degli eserciti di Carlo V Imperatore, il quale, avendo sconfitto i nemici e infine la morte con la fama, morì a 57 anni di età il 1 febbraio 1554. La moglie fedele e i figli insieme addolorati posero".
La targa, che probabilmente era stata inchiodata alla bara, è stata ritrovata nel 1980 durante i lavori di restauro del Duomo inferiore. 

Oreficeria, argento dorato con pietre secc. XVII-XVIII. 


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